Guglielmo Canevascini. Nato a Tenero nel 1886, figlio di contadini, Canevascini emigra giovanissimo in Svizzera francese e in Francia e nel 1904 entra nel partito socialista ticinese. Nel 1913 fonda Libera Stampa, che il Dizionario storico definisce il primo quotidiano antifascista in lingua italiana d'Europa, vietato in Italia dal 1923. Guida lo sciopero generale di Lugano del 1918 e nel 1922 diventa il primo socialista eletto nel governo ticinese, dove resterà fino al 1959, autore di importanti leggi sociali. Lo chiamavano il «Padreterno».
Gli esuli. Dopo la marcia su Roma (1922) e le leggi fascistissime (1926) molti oppositori, i fuorusciti, cercano rifugio in Svizzera. La Confederazione li accoglie con diffidenza: nel 1926 Giuseppe Motta chiede che si astengano dalla politica e non si stabiliscano nei cantoni di confine. A Libera Stampa scrivono esuli come l'ex deputato Angelo Tonello e il repubblicano Randolfo Pacciardi, legato a Giustizia e Libertà. I socialisti ticinesi forniscono passaporti svizzeri agli antifascisti: alcuni vengono trovati addosso a militanti arrestati in Italia, tra cui il futuro presidente della Repubblica Sandro Pertini. A Zurigo lo scrittore Ignazio Silone, rifugiato dal 1930, pubblica i suoi romanzi presso l'editore socialista Emil Oprecht.
Il volo su Milano (luglio 1930). L'11 luglio 1930 l'aviatore Giovanni Bassanesi decolla da Lodrino, in Ticino, e sorvola Milano lanciando migliaia di volantini di Giustizia e Libertà contro il regime; al ritorno si schianta sul Gottardo e sopravvive. L'impresa, organizzata da Carlo Rosselli e Alberto Tarchiani, parte con l'appoggio discreto di Canevascini. Al processo davanti al Tribunale penale federale, a Lugano, Bassanesi è condannato a quattro mesi; il Consiglio federale espelle lui, Rosselli e Tarchiani. Al Consiglio nazionale il capo del Dipartimento di giustizia, Heinrich Häberlin, dichiara: «Noi non siamo né fascisti né antifascisti, noi siamo Svizzeri».
La resistenza durante la guerra (1939–1945). Durante la Seconda guerra mondiale Canevascini organizza l'azione antifascista ticinese con i mezzi legali del suo ruolo, ma anche con strutture segrete come le squadre d'azione dei «Liberi e Svizzeri». È tra i promotori di Radio Monte Ceneri, voce libera in lingua italiana, e crea a Lugano la sezione del Soccorso operaio svizzero per aiutare i profughi. Nel 1936, a sua insaputa, il figlio Elio era partito volontario per combattere contro Franco in Spagna.