Una banca di Alfred Escher. La Schweizerische Kreditanstalt nasce a Zurigo nel 1856 per finanziare le ferrovie, su iniziativa di Alfred Escher, lo stesso promotore della galleria del Gottardo (vedi la tappa del 1882), e diventa presto la più grande banca commerciale svizzera. Per oltre un secolo e mezzo è, con UBS, il simbolo della piazza finanziaria.
Anni di scandali. Dal 2020 la banca accumula perdite e scandali: il fallimento dei fondi Greensill e del fondo Archegos nel 2021, multe e processi. Nell'ottobre 2022 e poi nel marzo 2023, mentre negli Stati Uniti falliscono alcune banche regionali, i clienti ritirano miliardi di depositi.
Il fine settimana del 19 marzo 2023. Domenica 19 marzo il Consiglio federale annuncia che UBS acquista Credit Suisse per 3 miliardi di franchi. Per farlo usa il diritto di necessità, senza voto degli azionisti: la Confederazione garantisce a UBS fino a 9 miliardi di perdite, oltre i primi 5 a suo carico, e garantisce prestiti di liquidità della Banca nazionale fino a 100 miliardi. Le obbligazioni AT1 di Credit Suisse, circa 16 miliardi, vengono azzerate. Ad aprile il Consiglio nazionale, in una sessione straordinaria, rifiuta per protesta di approvare a posteriori i crediti da 109 miliardi.
Le conseguenze. UBS rinuncia alla garanzia della Confederazione l'11 agosto 2023, senza perdite per lo Stato. Il 20 dicembre 2024 una commissione parlamentare d'inchiesta pubblica il suo rapporto: giudica adeguata la soluzione, ma segnala i limiti delle regole «too big to fail». Nell'ottobre 2025 il Tribunale amministrativo federale giudica senza base legale l'azzeramento delle AT1; la causa passa al Tribunale federale. Con una sola grande banca, il parlamento discute nuove regole sul capitale proprio.