Mezzo secolo di attesa. Con il lavoro salariato e una vita più lunga, le vecchie forme di aiuto agli anziani non bastano più. L'idea di un'assicurazione nasce negli anni 1880, torna tra le rivendicazioni dello sciopero generale del 1918 (vedi la tappa) e nel 1925 entra nella Costituzione federale. Ma la prima legge viene respinta dal popolo il 6 dicembre 1931. Alla vigilia della Seconda guerra mondiale quasi tutti i Paesi industriali d'Europa hanno una pensione di vecchiaia; in Svizzera esistono solo casse cantonali in Glarona, Appenzello Esterno e Basilea Città.
Il modello della guerra. Il 20 dicembre 1939 il Consiglio federale crea un'indennità per chi perde il salario prestando servizio militare, finanziata con il 4% del salario, metà a carico del lavoratore e metà del datore di lavoro. Il sistema funziona, e nel 1940 i sindacati chiedono di usarlo anche per la vecchiaia. Il consigliere federale Walther Stampfli spinge per un'introduzione rapida dell'AVS; nel 1945 una commissione di esperti propone la pensione a 65 anni, rendite graduate e casse di compensazione, e il 20 dicembre 1946 le Camere approvano la legge quasi all'unanimità.
Il voto del 6 luglio 1947. La destra liberale lancia il referendum, con il sostegno di una parte del padronato e dei cattolici conservatori. Il 6 luglio 1947, con una partecipazione di circa l'80%, il popolo approva la legge con una proporzione di quattro a uno. Stampfli considererà questo voto il trionfo più grande della sua carriera. Il 1º gennaio 1948 l'AVS entra in vigore: le prime rendite sono modeste, ma per la prima volta ogni anziano ha un diritto, non un'elemosina.
Crescere con il Paese (1948–2005). Nel 1959 la «formula magica» porta i socialisti stabilmente nel governo, e il consigliere federale Hans Peter Tschudi guida tra il 1960 e il 1973 le revisioni che aumentano le rendite. Dal 1965 arrivano le prestazioni complementari, nel 1972 il popolo approva il sistema dei tre pilastri (AVS, casse pensioni, risparmio individuale) e nel 1975 le rendite vengono più che raddoppiate. La decima revisione introduce le rendite indipendenti dallo stato civile e gli accrediti per i compiti educativi, ma alza a 64 anni l'età di pensionamento delle donne dal 2005.
L'AVS oggi. Con l'invecchiamento della popolazione il finanziamento torna al centro del dibattito. Il 25 settembre 2022 il popolo accetta di misura, con il 50,55%, di portare a 65 anni l'età di pensionamento delle donne; il 3 marzo 2024 approva con il 58,2% una tredicesima rendita AVS proposta da un'iniziativa dei sindacati, la prima iniziativa di questo tipo accettata dal popolo.