La chiave delle Alpi. Bellinzona sorge dove si incontrano le strade del San Gottardo, del San Bernardino, del Lucomagno e della Novena: chi la tiene, tiene le porte d'Italia. La rocca di Castelgrande è fortificata fin dall'epoca romana, e dal 1340 la città appartiene a Milano, prima ai Visconti e poi agli Sforza. Per un secolo e mezzo è il baluardo del Ducato contro i confederati che scendono dal Gottardo.
La Murata e i tre castelli. Nella seconda metà del Trecento i duchi di Milano chiudono l'intera valle del Ticino, larga circa un chilometro, con un lungo muro, la Murata, che sbarra il passaggio e permette di controllare e tassare i traffici del Gottardo. Dopo la sconfitta di Giornico, nel 1478, il sistema viene rafforzato: Castelgrande sulla rocca, Montebello sul fianco della collina, costruito alla fine del Duecento dalla famiglia Rusca, e più in alto Sasso Corbaro, eretto proprio dopo il 1478. Gran parte di ciò che vediamo oggi risale a quegli anni.
1499–1500: Milano cambia padrone. Nel 1499 il re di Francia Luigi XII conquista il Ducato di Milano con l'aiuto di circa 6000 mercenari svizzeri, e mille soldati francesi occupano i castelli di Bellinzona. Nel gennaio 1500, mentre Ludovico il Moro riconquista per poco Milano, i bellinzonesi si ribellano e cacciano i francesi. In aprile, a Novara, i mercenari svizzeri dei due eserciti si rifiutano di combattere tra loro, e Ludovico, travestito tra le loro file, viene consegnato ai francesi: è il «tradimento di Novara».
14 aprile 1500: la fortezza si arrende. Rimasta senza signore e temendo il ritorno della Francia, Bellinzona si dà ai cantoni di Uri, Svitto e Nidvaldo, che da tempo la desideravano. La fortezza che per più di un secolo aveva sbarrato la strada ai confederati apre le porte senza combattere; i tre cantoni confermano gli statuti e i privilegi concessi dai duchi di Milano. Il 4 marzo 1501 nasce il baliaggio di Bellinzona. Con la pace di Arona dell'11 aprile 1503 Luigi XII riconosce ai tre cantoni Bellinzona, la Riviera e la valle di Blenio, già occupate da Uri dal 1495. I castelli cambiano nome: Castelgrande diventa il castello di Uri, Montebello quello di Svitto, Sasso Corbaro quello di Untervaldo, e fino al 1529 una zecca conia monete per i tre cantoni.
Il resto del Ticino. Negli anni seguenti, alleati di papa Giulio II contro la Francia, i confederati scendono più volte in Lombardia. Con le campagne del 1512 e del 1513 ottengono Lugano, Locarno, Mendrisio e la Valmaggia, mentre i Grigioni prendono la Valtellina, Chiavenna e Bormio. Dopo la sconfitta di Marignano, nel 1515, la pace perpetua del 1516 con il re Francesco I conferma quasi tutte queste conquiste. Il confine meridionale della Svizzera resta quasi lo stesso fino alla fine del Settecento. Le terre a sud delle Alpi sono governate come baliaggi, con landfogti mandati dai cantoni, fino al 1798; nel 1803 nasce il Cantone Ticino.
La Murata si rompe. Senza più un nemico a nord, i castelli perdono la loro funzione. Il 20 maggio 1515 la «Buzza di Biasca», la piena provocata dal crollo di una diga naturale nella valle di Blenio, travolge una parte della Murata, che non viene più riparata. Ogni cantone tiene nel suo castello soltanto una piccola guarnigione.
I castelli oggi. Nell'Ottocento i castelli sono in rovina: Castelgrande diventa arsenale e prigione, Sasso Corbaro un albergo. Montebello è restaurato tra il 1902 e il 1910, Sasso Corbaro tra il 1930 e il 1935; Castelgrande è trasformato tra gli anni Ottanta e il 1992 dall'architetto ticinese Aurelio Galfetti. Dal 2000 i tre castelli di Bellinzona, con le mura e la Murata, sono patrimonio mondiale dell'UNESCO.