Durante la Prima guerra mondiale la Svizzera resta neutrale, ma i prezzi salgono, i salari no, e molte famiglie operaie soffrono la fame. Dal 12 al 14 novembre 1918 circa 250'000 lavoratori scendono in sciopero in tutto il Paese, mentre l'esercito occupa le città.
Lo sciopero si conclude senza successi immediati, ma diverse sue richieste si realizzano: l'elezione proporzionale del Consiglio nazionale nel 1919, la settimana di 48 ore e, dopo la Seconda guerra mondiale, l'assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS) del 1948. Il voto alle donne arriverà molto più tardi.